La tutela penale contro le frodi: l’aggiotaggio

Pubblicato da il 14 gen 2013 in Senza categoria | Commenti disabilitati

L’art. 2637 c.c. è posto a tutela di due interessi: l’efficienza nell’allocazione del risparmio e la stabilità del sistema bancario. Le condotte tipiche dell’aggiotaggio sono la diffusione di notizie false ed il compimento di operazioni simulate o artificiose.

La figura criminosa dell’aggiotaggio ( prevista in via generale dall’art. 501 c.p. Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio ) ha per oggetto la tutela dell’interesse pubblico contro manovre fraudolente che incidano sui prezzi e sulle quotazioni dei mercati, mediante la divulgazione di notizie false o operazioni fraudolente.  

Il delitto previsto dall’art. 501 c.p., che ha per oggetto la tutela dell’economia nazionale, prevede che “chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifici atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato è punito con la reclusione sino a tre anni e con la multa da euro 516 a euro 25.822”

Quanto alla diffusione di notizie false va detto che la norma prevede la diffusione ad un numero indeterminato di soggetti e ciò esclude l’esistenza del fatto illecito in presenza di comunicazioni ad una sola persona.

Le notizie diffuse devono essere false cioè non conformi al vero.

Una caratteristica comune a tutte le condotte di aggiotaggio consiste nella loro idoneità a provocare una sensibile alterazione dei prezzi degli strumenti finanziari. Si tratta della così detta price sensitivity che caratterizza la fattispecie come reato di pericolo.

A tale proposito diventa decisivo il ruolo dei criteri di accertamento della condotta sotto il profilo della determinazione del contesto spazio-temporale entro cui collocare la concreta vicenda storica.

Ed infatti, dopo la necessaria delimitazione della concreta situazione di mercato all’interno della quale si è verificata la condotta incriminata, occorrerà considerare altri fattori quali i mezzi adoperati, l’ampiezza dell’evento e l’intensità del pericolo.

Si comprende agevolmente che quando l’art. 2637 fa riferimento alla alterazione di strumenti finanziari, allude a fenomeni di una certa diffusione, con esclusione di quelli che riguardano una esigua quantità di titoli azionari.

Infine, si segnala che l’idoneità della condotta va rapportata al pericolo di una alterazione sensibile del presso degli strumenti finanziari, ossia ad una modificazione del prezzo per una quantità apprezzabile, con esclusione di alterazioni di modesta entità.

Si precisa che il legislatore ha provveduto a reintrodurre nel testo unico dei mercati finanziari ( art. 185 d.lgs. 58/1998 come modificato dalla legge n. 62/2005 ) la fattispecie di manipolazione del mercato, limitando la sfera di applicabilità dell’art. 2637 c.c. ai soli strumenti finanziari non quotati.

Il comma 1 dell’art. 185 del D.lgs. n. 58 del 1998, come modificato dalla legge 18 aprile 2005 n. 62 intitolato “Manipolazione del mercato” prevede che “chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari è punto con la reclusione da uno a sie anni e con la multa da euro ventila a euro cinque milioni”. La norma contiene uyna descrizione lestica del precetto, in forza della quale per verificare la sussistenza del requisito della price sensivity della notizia è necessario ricorrere da un lato al criterio della determinazione del contesto spazio-temporale entro cui è collocata la vicenda storica e dell’altro lato verificare i parametri di valutazione; in latri termini si deve verificare il complesso delle circostanze che accompagnano la condotta ad esprimere la sua idoneità a produrre una sensibile variazione del valore dello strumento finanziario.

L’elemento soggettivo è costituito dal dolo in quanto è richiesta dalla norma la consapevolezza della falsità delle notizie diffuse, ovvero il carattere fraudolento dei mezzi utilizzati e della loro idoneità ad incidere in modo sensibile sul valore degli strumenti finanziari.