Circostanza attenuante e confisca

Pubblicato da il 14 gen 2013 in Civile | Commenti disabilitati

L’art. 2640 c.c. prevede una circostanza attenuate speciale per la quale “se i fatti previsti come reato agli articoli precedenti hanno cagionato un’offesa di particolare tenuità, la pena è diminuita”.

Le circostanze sono elementi accidentali, accessori del reato, come tali non sono necessari per la sua sussistenza ma incidono sulla gravità o rilevano come indici della capacità a delinquere del soggetto, comportando una modificazione quantitativa della pena; le circostanze si suddividono in aggravanti ed attenuanti a seconda che comportino un inasprimento o una diminuzione della pena; Le circostanza si dividono, ancora, in definite o tipiche che sono espressamente individuate dalla legge nei loro elementi costitutivi ( ad es. artt. 61 C.P. circostanze aggravanti comini e artt. 62 C.P. circostanze attenuanti comuni nelle quali è descritto il preciso ambito di applicabilità ) e indefinite o discrezionali la cui individuazione è rimessa alla discrezionalità del giudice ( art. 62 bis C.P. circostanze attenuanti generiche e quelle speciali che prevedono, come appunto nel caso dell’art. 2640 c.c. una diminuzione della pena nel caso il fatto sia di lieve entità ).

Merita di essere osservato, che in linea con i principi che hanno ispirato la riforma  -  ed in particolare con quelli relativi al ridimensionamento ed abbattimento  del carico sanzionatorio rispetto al passato  -  il D. Lgs n. 61/2002 ha trasformato quella che era una circostanza aggravante, relativa al danno di rilevante entità ( così come prevista dal vecchio art. 2640 ), in una circostanza attenuante, prevedendosi, oggi, esclusivamente una diminuzione di pena nel caso di particolare tenuità dell’offesa.

Merita di essere ancora osservato che l’attenuante in questione, essendo riferita all’offesa ovvero al bene giuridico tutelato dalla norma violata e non al danno, può essere riferita sia alle ipotesi di tenuità del danno e sia alle ipotesi di reato con evento di danno ( ad es. art. 2622 c.c. ) e sia alle ipotesi prive di tale evento   ( ad es. art. 2621 c.c. ).

Si segnala, infine, che tale circostanza ha carattere di specialità rispetto a quella prevista dall’art. 62 n. 4 C.P. ( che prevede un attenuazione della pena se il danno patrimoniale è di speciale tenuità )  in quanto quest’ultima, oltre a fare riferimento esclusivamente al danno patrimoniale, è espressamente riferita ai soli delitti, mentre quella prevista dall’art. 2641 c.c. è applicabile a tutti i reati previsti dal Titolo XI del codice civile e quindi anche alle contravvenzioni ( ad es. 2621 c.c. ).

L’art. 2641 c.c. prevede infine che in caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti per uno dei reati previsti dal presente titolo, è ordinata la confisca del prodotto o del profitto del reato e dei beni utilizzati per commetterlo.

La confisca ( art. 240 C.P.) è una misura di sicurezza patrimoniale che consiste nell’espropriazione, a favore dello Stato, di cose che servirono a commettere il reato o che ne costituiscono il prodotto o il profitto. La confisca è facoltativa ed applicabile solo con la sentenza di condanna, relativamente alle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, ovvero delle cose che ne costituiscono il prodotto o il profitto; è obbligatoria con riferimento alle cose che costituiscono il prezzo del reato ( ad esempio il danaro ricevuto dallo spacciatore per la cessione di stupefacente ), ovvero delle cose la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione ( ad es. armi e droga ) costituisce reato.

Merita di essere osservato che nel caso di specie la norma prevede un caso si confisca obbligatoria, derogando alla regola generale dettata dall’art. 240 C.P. della facoltatività della confisca relativa alle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato.